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FILI DA RIANNODARE, dal carcere a nuovi progetti di libertà

EVENTO QUINTO DI CINQUE

ospiti della serata

ROBERTO CAMMARATAPresidente del Consiglio Comunale ​​​​​​​​​​​​​​​​​Ricercatore in Filosofía politica presso l’Università degli studi di Milano “La Statale” ‐ Dipartimento di studi internazionali, giuridici e storico-politici, dove insegna Analisi del linguaggio político e Globalizzazione del diritto e pluralismo giuridico.Ha conseguito un dottorato di ricerca (Phd) in Filosofia del Diritto – Sociologia del diritto ed è stato assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Bergamo.Grazie a numerose collaborazioni accademiche nazionali ed internazionali, ha svolto ricerche e pubblicato saggi su vari temi, tra i quali: multiculturalismo e pluralismo politico e giuridico; universalità e particolarismo culturale dei diritti umani; questione indígena e diritti dei popoli indigeni in America Latina; qualità dell’argomentazione pubblica e sicurezza urbana; sentimenti di giustizia; identità collettive, appartenenza e libertà…

https://www.comune.brescia.it/…/RobertoCammarata.aspx

immagine Cammarata

MONICA LAZZARONI

presidente uscente Tribunale di sorveglianza di Brescia. Una donna di grande spessore culturale umano, un grandissimo Presidente

FRANCESCA PAOLA LUCREZI

Direttore Casa Circondariale Nerio Fischione;

Direttore Casa di Reclusione Verziano;

Direttore U.E.P.E.

LUIGI PAGANO

nato nel 1954 a Cesa, in provincia di Caserta. Laureato in Giurisprudenza e specializzato in Criminologia, dopo alcuni anni da avvocato riceve il primo incarico nel 1979, a venticinque anni. È il punto di partenza di un percorso che lo vede alla direzione di numerosi istituti penitenziari italiani. Pianosa, Nuoro, Asinara, Alghero, Piacenza, Brescia e Taranto, fino ad approdare nel 1989 a San Vittore, a Milano, dove rimane per quindici anni. Dal 2001 somma anche la direzione della casa di reclusione di Bollate, tra le esperienze più avanzate per quanto riguarda l’inclusione sociale dei detenuti. Nel 2004 Pagano diventa Provveditore per l’amministrazione penitenziaria della Lombardia. Dal 2012 al 2015 viene chiamato a Roma dal Ministero della Giustizia ai vertici del Dap, per poi tornare in servizio al Provveditorato di Milano dopo aver ricoperto lo stesso incarico per Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. Oggi è consulente del Difensore civico della Regione Lombardia.Autore del libro: IL DIRETTORE, quarant’anni di lavoro in carcere. Zolfo Editore Il Direttore racconta le nostre prigioni dall’interno, in un viaggio umano e professionale lungo quarant’anni, dal primo incarico a Pianosa negli anni di piombo fino alla nascita del pionieristico “progetto Bollate”…..

https://www.zolfoeditore.it/…/il-direttore…

CARMELO MUSUMECI

Nasce in un paesino in provincia di Catania, un’infanzia difficile e povera, fitta di botte e maltrattamenti, e infine la decisione di “vendicarsi del mondo”.Diventa un boss della mafia, e negli anni ’80 è protagonista di una guerra tra bande che insanguina la Versilia.La sua prima vita termina con una sentenza: ergastolo in regime di 41bis. In quell’ottobre del ’91 Carmelo entra in carcere senza alcuna speranza di uscirne. Lì subisce maltrattamenti, botte, isolamento totale per un anno e mezzo in una cella angusta senza poter parlare con nessuno, trasferimenti da un carcere all’altro.C’è chi dice che un delinquente merita tutto questo, per ciò che ha fatto, ma la vendetta, anche se travestita da giustizia, non ripara nulla e distrugge il buono che resta, sempre. O quasi. Perché Carmelo ha uno spirito ribelle e si rifiuta di arrendersi, così si ribella anche alla vendetta e lotta: comincia a studiare, scrive a personalità come il Papa, tiene un blog, si laurea prima in Sociologia del Diritto, poi in Giurisprudenza e ancora, più recentemente, in Filosofia

.http://www.carmelomusumeci.com/

Contro ogni aspettativa, riesce a ottenere la semi-libertà.Oggi nella comunità della Casa Famiglia Giovanni XXIII fa il volontario e aiuta bambini e adulti disabili, scrive libri, e continua a lottare contro il carcere a vita.

ANDREA CAVALIERE

“responsabile dell’Osservatorio Dati Giudiziari dell’Unione delle Camere penali italiane”nonché “Già presidente della Camera penale di Brescia”

CAINE, VOCI OLTRE LE SBARRE

Venerdì 25 Giugno 2021, Teatro Sant’Afra Brescia

Il quarto evento del progetto Fili da Riannodare, proposto da Fiducia e Libertà Carcere, porta avanti il discorso iniziato il 14 maggio, che intende dar voce a chi di solito voce non ha, essere ponte tra la realtà carceraria e la società civile combattuta tra pregiudizio e indifferenza

Venerdì 25 giugno, ore 18,30 presso il Teatro Sant’Afra, avremo gradite ospiti Amalia De Simone e Assia Fiorillo.

Amalia De Simone è regista di Rai 3, video reporter d’inchiesta per Corriere.it, ha collaborato con alcune testate internazionali con reportage sulle mafie.

Per Rai 3 ha realizzato il documentario Caine, che ha vinto il Festival del Cinema dei Diritti Umani 2020, il documentario è una testimonianza di straordinario spessore umano, un viaggio nell’inferno dei penitenziari femminili Fuorni di Pozzuoli e Salerno, il racconto della vita di donne il cui destino è segnato dal crimine

Dalla collaborazione tra Amalia De Simone e Assia Fiorillo stimata cantautrice napoletana nasce inoltre il cd “Io sono te” realizzato con le detenute di Pozzuli e che verrà proposto al pubblico bresciano venerdì 25 giugno.

Fiducia e Libertà ha il piacere di invitarti a questo evento particolare che parla di esperienze e testimonianze che vengono da lontano e ci interpellano.

FILI DA RIANNODARE, dal carcere a nuovi progetti di libertà

EVENTO QUARTO DI CINQUE

ospiti della serata

AMALIA DE SIMONE

Amalia De Simone, videoreporter d’inchiesta del Corriere.it, collabora con Rai e Reuters. Ha realizzato la serie di inchieste sulla crisi dei rifiuti Nella terra di Gomorra per Current, e reportage per i programmi Rai Crash, La storia siamo noi e Linea Notte. Ha lavorato nel programma d’inchiesta di Rai tre, Rec, dove ha coordinato parte della redazione. È una delle protagoniste del pogramma di Rai 1 Cose Nostre. Ha collaborato con alcune testate internazionali per la realizzazione di reportage sulle mafie. È stata nominata Cavaliere al Merito delle Repubblica Italiana dal presidente Sergio Mattarella per “il suo coraggioso impegno di denuncia di attività criminali attraverso complesse indagini giornalistiche”. Ha vinto molti premi giornalistici tra cui il Mariagrazia Cutuli, il Wangari Maathai, il Premio Giornalismo d’Inchiesta e tre riconoscimenti al Premio Cronista dell’Anno.

Ha scritto MafiEuropa (Rogiosi Editore, 2020)

https://www.espressonapoletano.it/amalia-de-simone-e…/

ASSIA FIORILLO

È la storia di una scelta. Quella più facile che il destino compie indicandoti un sentiero, anche se ripido e dissestato. E quella coraggiosa, anzi a volte eroica o folle, di seguire la propria passione, studiando, lavorando, mettendosi continuamente alla prova. Non c’è momento, nel suo percorso artistico, che non sia scandito da una scelta. La sua scelta è la musica. La musica per emozionarsi e emozionare, la musica per viaggiare, la musica per denunciare, per dire da che parte stare, per amare, per lasciare, la musica per guadagnarsi il pane.Non è scontato per chi come lei arriva dalla provincia napoletana, non lontana da quelle Vele e dalle “case celesti” finite sulle cronache di tutto il mondo, cresciuta in una famiglia sana e “normale” che l’ha fatta studiare ma che non avrebbe mai potuto consentirle ( e lei non l’avrebbe mai accettato), la musica come hobby. Comincia a studiare musica e canto all’età di 15 anni e nel frattempo va al liceo e poi all’università, frequentando la facoltà di psicologia. Negli anni Assia riesce ad introdursi in diversi contesti musicali come cantautrice, interprete e frontwoman di diverse formazioni. Dopo la laurea in psicologia si dedica completamente alla musica…..

https://assiafiorillo.com/assia/

letture di CATI CRISTINI

accompagnamento musicale VALENTINA SOSTER

FILI DA RIANNODARE, dal carcere a nuovi progetti di libertà

EVENTO TERZO DI CINQUE

OSPITI DELLA SERATA

DANIA ZANOTTO

Nata il 4 Maggio 1975 a Treviso.

Diplomata in Pittura nel 1998 all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha conseguito nel 2011 il Diploma di secondo livello in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo.

Docente di discipline pittoriche, vive e lavora a Brescia.

Scultrice e fotografa, ha dedicato particolare attenzione al tema del vestito che si trasforma in armatura, abitazione, narrazione di una realtà storica e geografica

.Le ultime installazioni, orientate nel tempo verso una maggiore complessità, evocano il mondo organico, la comunione con la natura, l’abitare lontano, la suggestione di una dimensione tra esilio e viaggio, l’evocazione di epoche mitiche in cui l’uomo comprendeva il linguaggio e i segni della natura, in spazi diafani e cristallini.

http://daniazanotto.com

MARCO DOTTI

educatore professionale, agente di rete presso gli istituti di pena Bresciani, Cooperativa sociale di Bessimo, coordina gli ingressi nelle accoglienze abitative temporanee di Housing sociale nella città e progetta percorsi di reinserimento sociale rivolti a soggetti in esecuzione e/o a fine penaAttivi dal 2006, proprio con l’attivazione del progetto «Agente di Rete», la loro figura è stata istituita in conseguenza a un’analisi di trend di costante crescita relativo al numero di presenze di detenuti negli istituti penitenziari della Lombardia e dalla presa visione di alcune problematiche relative: la carenza di personale di supporto educativo, l’estrema difficoltà ad avviare programmi personalizzati e attività di trattamento in un’ottica di reinserimento sociale, la necessità di una figura flessibile di relazione fra interno ed esterno.

GIULIA GUSSAGO

danzatrice, coreografa, insegnante di Metodo Feldenkrais® e direttore artistico di Compagnia Lyria.

Studia alla Scuola Professionale Italiana di Danza di Milano e al London Contemporary Dance School di Londra, dove, insieme agli studi di danza e coreografia, si dedica alla pratica del Tai ChiChuan.

Si trasferisce successivamente a Parigi e si perfeziona con vari insegnanti, tra cui Carolyn Carlson, Mathilde Monnier, Jean-François Duroure, Isabelle Duboulouse e Pierre Doussaint.I contatti con realtà così diverse e prestigiose le permettono di cogliere e fare proprie le tendenze artistiche della danza di ricerca europea……

www.compagnialyria.itwww.

facebook.com/compagnia.lyria

www.facebook.com/feldenkraisbrescia

FILI DA RIANNODARE, dal carcere a nuovi progetti di libertà

TRA MENTI E MANI, esposizione collettiva


Disegni realizzati dagli studenti del Corso Dal Segno al Disegno, Casa circondariale Nerio Fischione, 2019, tenuto dalla prof.ssa DANIA ZANOTTO

Il prigioniero, scrive il poeta russo Brodskij, si trova intorno una mancanza di spazio e un’abbondanza di tempo.

Ma non è il tempo che ha conosciuto fuori, è fatto di altra sostanza che, invece di scorrere, ristagna.

Allora il prigioniero si mette a misurare i palmi del suo spazio, fissare le macchie sopra il soffitto e il muro, per bisogno di ipnosi.  Si attiva la pazienza allo stato puro, parola edificata sopra il verbo patire.

Si attivano tecniche di resistenza. L’accoglienza del nuovo arrivato e la condivisione dei beni materiali è la prima di queste tecniche.

Come ci insegna Mimmo Lucano, la solidarietà, tra esseri umani, è un’azione di resistenza.

I detenuti hanno affrontato queste tematiche ragionando sul corpo, sullo spazio e sulle relazioni che si innescano tra esseri privati della propria libertà personale.  

VENERDI’ 28 MAGGIO 2021

TEATRO SANT’AFRA, vicolo delle ortaglie 6, Brescia

FILI DA RIANNODARE , un idea progetto di Fiducia e Libertà Carcere.

EVENTO SECONDO DI CINQUE

ospite della serata

ARMANDO PUNZO

drammaturgo, regista ed attore. Direttore del Teatro di San Pietro Volterra, fondatore della Compagnia della Fortezza presenterà il suo libro:

Un’idea più grande di me, conversazione con Rossella Menna

2° edizione Luca Sossella editore

L’esperienza della Compagnia della fortezza nasce nel 1988 nel Carcere di Volterra, da un’idea di Armando Punzo, regista e direttore artistico. È la prima e più longeva esperienza di lavoro teatrale in un istituto penitenziario. In trent’anni di lavoro con la Fortezza, composta oggi da circa settanta detenuti-attori, ha messo in scena oltre trenta spettacoli. Il carcere reale è metafora di un carcere più ampio in cui tutti viviamo. Entrarvi significa varcare un limite che esiste nel mondo, ma che in carcere è visibile. Una scelta di vita radicale con la quale – assieme alla compagnia di detenuti-attori – Bunzo ha superato la realtà dando vita a un’esperienza senza precedenti, che ha concepito e battezzato una rivoluzione culturale e sociale: trasformare un penitenziario in luogo di produzione artistica all’avanguardia.

immagini di repertorio, Compagnia La Fortezza

“LA SCRITTURA COME EMANCIPAZIONE E TESTIMONIANZA”

evento PRIMO di cinque da FILI DA RIANNODARE, dal carcere a nuovi spazi di libertà

Se non sarà oggi sarà domani
Se non sarà domani sarà tra un mese, un anno, 10 anni
Chi riesce a perseverare nel tempo con ambizione e sana lealtà verso se stesso e gli altri, prima o poi raggiungerà i suoi obbiettivi.
Non sono solo i discorsi economici a tenere in piedi i sogni ma la capacità di pensare che tu c’è la possa fare, ed attraverso un duro lavoro potrai arrivare a coronare quello che ti sei prefissato.
Poi ci sono grandi pensatori, grandi persone che riescono a darti qualcosa nei momenti in cui stai cercando qualcosa.
Il gruppo di lavoro dell’evento “LA SCRITTURA COME EMANCIPAZIONE E TESTIMONIANZA”
Ernesto Settesoldi, Redouane Bouadili, David Turcato ed Amanuel Tesfaj
ringraziano di tutto cuore per l’impegno, la professionalità ed umanità dimostrata
l’Associazione Fiducia e Libertà, in particolare nella figura di Danila Biglino ed il regista Abderrahim El Hadiri

Fili da riannodare dal carcere

Fili da riannodare dal carcere – La Voce del Popolo

Con il progetto “Fili da riannodare”, l’associazione “Fiducia e libertà” intende dar voce a testimonianze di detenuti, detenute e operatori focalizzandosi sul delicato passaggio dal carcere al reinserimento. Sono cinque gli appuntamenti in programma, sempre alle 18.30, nel teatro di Sant’Afra, in vicolo delle Ortaglie 6.

L’inaugurazione della rassegna è prevista il 14 maggio con “La scrittura come emancipazione e testimonianza”. Testimonianze e letture di Rodouanne Bouadili, Ernesto Settesoldi, Amanuel Tesfaj, David Turcato a cura di Abderrahim El Hadiri. Interverrà Pino Rovedo, scrittore e giornalista, vincitore nel 2005 del Premio Campiello, da detenuto a Garante dei detenuti del Friuli Venezia Giulia. Alle 17 verrà inaugurata l’esposizione delle opere “Tra menti e mani”. Il 28 maggio è in calendario “Un’idea più grande di me”, con Armando Punzo, drammaturgo, regista e direttore artistico del Teatro di San Pietro, Volterra, oltre che fondatore della Compagnia della Fortezza. L’11 giugno è la volta de “L’arte, un ponte tra dentro e fuori”, con Giulia Gussago, direttore artistico della Compagnia Lyria e Progetto Verziano, Dania Zanotto, artista, e Marco Dotti, agente di rete della Cooperativa di Bessimo. Il 25 giugno l’appuntamento è con “Caine, voci oltre le sbarre”. Letture di Cati Cristini. Nell’occasione verrà presentato il documentario “Caine”, che ha per protagoniste le detenute di Pozzuoli. La rassegna si chiude il 2 luglio con la tavola rotonda che vedrà la partecipazione, fra gli altri, di Roberto Cammarata, presidente del Consiglio comunale di Brescia, Gabriella Feraboli, responsabile sviluppo e ricerca della Cooperativa di Bessimo, Monica Lazzaroni, presidente del Tribunale di sorveglianza di Brescia, Francesca Paola Lucrezi, Direttore c.c. Nerio Fischione e c.r. Verziano, e Luigi Pagano, vice capo amministrazione Penitenziaria della Lombardia.

FILI DA RIANNODARE , un idea progetto di Fiducia e Libertà Carcere.

EVENTO PRIMO DI CINQUE

“LA SCRITTURA COME EMANCIPAZIONE E TESTIMONIANZA”

testimonianze e letture di Redouane Bouadili, Ernesto Settesoldi, David Turcato, Amanuel Tesfaj

accompagnamento musicale di: Marcello Sola

presentazione:

L’esperienza della detenzione crea una lacerazione nell’esistenza. Sancisce un prima e dopo, si impone come evento apicale costellato da nuovi significati e interrogativi nella vita di una persona. E’ ancora il carcere un luogo di rieducazione?
Quale può essere il ruolo della comunità civile nel favorire percorsi di reinserimento sociale?
Con il progetto “FILI DA RIANNODARE” vorremmo dar voce alle testimonianze di detenute e detenuti e di operatori che da anni intervengono in carcere focalizzandoci in particolare sul delicato passaggio dal termine della carcerazione al ritorno nella società civile per riannodare i fili della propria vita.
E’ altresì importante riflettere su quei processi riparativi attivabili all’interno del carcere, così come il significato e il ruolo dell’esperienza artistica in tutte le sua forme quale ponte tra dentro e fuori.

Regia a cura di:

ABDERRAHIM EL HADIRI

Abdul viene da Oulad Omran (Marocco) dove suo padre era Imam della moschea e amava narrare storie legate all’Islam.
L’amore per il teatro nasce quando, da bambino, vede per la prima volta un narratore del quartiere raccontare Le Mille e una Notte. Recita nel gruppo universitario di Marrakech, studiando in particolare, con Tayeb Esadeki, il genere Furga (tecnica di stravolgimento in chiave clownesca delle fiabe arabe classiche) e il teatro d’attore con oggetti con Abdel Hak Ezzarhouni. Ha gestito ed animato la Casa dei Giovani di Marrakech. 
Nel 1989 arriva in Italia per proseguire gli studi universitari. La svolta avviene nel 1991 grazie all’incontro con la Cooperativa Teatro Laboratorio di Brescia, per cui lavora a lungo, con particolare attenzione al teatro ragazzi, tenendo laboratori per le scuole e corsi di formazione per insegnanti ed educatori. Dal 2013 prosegue l’attività nella nuova compagnia Cicogne teatro arte musica di cui è tra i fondatori. Il suo percorso lo porta ad approfondire l’incontro tra la cultura narrativa/gestuale del proprio paese e la teatralità occidentale.
Oggi alterna il lavoro sulla scena a interventi di mediazione culturale, attività laboratoriali e aggiornamenti.

OSPITE DELLA SERATA

PINO ROVEREDO





Pino Roveredo, Trieste, classe 1954.
Se la vita fosse una strada, la sua sarebbe forse una di quelle  strade panoramiche fatte di curve e controcurve, di salite e tratti poco rettilinei, quelle che però, arrivati in alto, regalano qualcosa di unico da vedere e permettono di spingere lo sguardo più in là.
Prima che uno scrittore, Roveredo è un uomo che ha molto vissuto e che alla scrittura ha affidato il racconto delle sue cadute e rinascite.
“Oggi – scrive – se qualcuno mi dice che la vita si vive una volta solo, io posso raccontare che no, la puoi fare girare anche due volte, sì, anche due volte”.

Dalle ore 17:00

“TRA MENTE E MANI” disegni e dipinti di ex detenuti e non

TEATRO SANT’AFRA, VICOLO DELLE ORTAGLIE N.6, BRESCIA

si prega di dare la propria prenotazione ai seguenti recapiti: tel. 030.8373723 – mobile: 335.6544512 – mail. assfiduciaeliberta@libero.it